Strategie dell'apnea

[prigione o capitale]

sabato, 24 dicembre 2005
[where do the years go? why do the years go?] ho appena intravisto il papa vestito da babbo natale. io non ci pensavo proprio, poi cominciano ad arrivare tutte queste email che dicono auguri e c'hanno in allegato un file pps con i babbinatali e le renne che cantano e tu ci puoi cliccare su, ma anche no, poi vedo le strade vestite a festa di notte e tutta la gente che vaga esasperata per i negozi arraffando ciò che capita e che tra due settimane costerà la metà, da tutto ciò deduco che siamo in periodo natalizio. y que. niente. non sento la magia delle feste comandate e dei buoni sentimenti a comando. però è la prima volta che passo il natale lontano dalla mia famiglia, lontana in fondo mi commuovo se ci penso e mi mancano tutti e vorrei stare con loro almeno domani notte. però viene anche la fine di un anno, un anno fondamentale: e come no, i bilanci li faccio quando ne ho voglia, non quando lo dice il calendario, ma dicembre è filato rapido e piacevole come l'effetto di una droga, e le ultime settimane così folli e piene non mi hanno lasciato tempo per riflettere, finché ieri un tizio mi ha domandato, e tu che voto daresti al 2005? spiazzata, ho cominciato a pensarci e non mi decidevo. il 2005 è stata un'altalena, ho risposto. una giostra, una corsa, una tortura e la bellezza. ho realizzato mille piccoli desideri, e alla fine di tutto questo tempo mi sono ritrovata uguale a prima. un po' più serena, più possessiva, più curiosa, più indipendente, più cattiva di prima. adesso che ho voglia di andare avanti nello stesso tempo ho paura. ho paura di perdere tutto, ho paura di scegliere, ho paura del futuro. sono sospesa in questo presente che amo e approfitto delle feste per rimanere sospesa così, ancora per un po'. ma i periodi di transizione quando - come - si suppone che finiscano?

update. iri tre giorni fa: io c'ho un programma stupendo la notte di natale chemmefrega ceno coi coinquilini, poi sto fuori tutta la notte mi riduco una poltiglia di donna, passo la domenica dormendo ed è già 26 dicembre, ché qua neanche è festa e poi ricevo pure il regalone. jeje.  iri tre ore fa: mammma non riattaccaaare sigh and sob ho la febbre alta le ossa rotte e mi arde la gola e come se non bastasse in tv c'è solo gerry scotti che parla con dolcenera in eurovisione. gnolo.


 
domenica, 04 dicembre 2005
[nada de esto fue un error] è possibile innamorarsi di una città, un sentimento simile a quello che provi per una persona che conosci da poco e di cui sei già pazza. e che ti piace, e ogni cosa che fa conferma e aumenta la tua ammirazione, e ogni dettaglio che cogli nella sua maniera di parlare, muovere le mani, sorridere o sospirare ti piace e ha valore. e non è solo un'illusione da visitatore passeggero, è un'attrazione che sembra quasi ricambiata e che non ti fa sentire mai completamente sola, come se ci fosse sempre un suo sguardo che ti segue nell'ombra, e che ti fa trovare delle sorprese al risveglio in qualche cielo azzurro all'improvviso, che di notte ti inzuppa di pioggia fino alle ossa però poi ti accompagna a casa sana e salva in autobus affollati e strade poco illuminate. è un video di cui riconosci ogni singolo fotogramma, è un'agenda piena di impegni, è un lavoro scemo ma che ti diverte e terapia contro la timidezza. è desiderare una ragazza, è un bar che mette su belle and sebastian, è una tavolata di gente che viene da tutti i continenti. è una mano che ti sfiora il braccio sui gradini per proteggerti, una breve chiacchierata fatta di silenzio e sguardi accesi, è una fototessera che conservi perché stai così bene. è una collega sconosciuta da consolare, parole nuove da imparare, telefonate che si concludono in lacrime, sorrisi da usare come arma, scene da commedia romantica così per caso. sono i bambini all'uscita da scuola, la doccia e il giornale al mattino, i fermagli a forma di libellula tra i capelli, è la normalità. è tutto, anche la noia e la stanchezza e una finestra aperta sul vuoto di un palazzo.  è che non avevo mai amato madrid tanto quanto oggi.

[e onore al distorto che in un solo uichend ne ha colto lo spirito]

 
mailto: cabiria[AT]gmail.com
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