mercoledì, 18 luglio 2007
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duerme conmigo si eres piedra da igual yo seré pedregoso camino
e ricorda che nessun incontro avviene per caso. tu rompi tutto quello che ti capita tra le mani. il cielo qui a madrid sembra più vicino alla terra. peccato non si vedano le stelle. cariño mi porti a vedere le stelle? iri che sono quei lividi che hai su tutto il braccio? quando sei innamorato e triste ti senti dentro a una scatola di scarpe. al buio, senza uscita. ma come fa a piacerti marea? ese rock reivindicativo..
*mi piace marea e il loro concerto, nella plaza de toros di alcalá de henares, è stato il più bello degli ultimi mesi. ho stretto per due ore la sua mano, la durezza e la poesia dei testi mi sciolgono, è lo stesso che mi succede se ascolto extremoduro, colgo amore anche quando le parole son sporche e cattive, quando sembrano insulti, quando le metafore risultano del tutto incomprensibili, io le interpreto come preferisco e percepisco affinità di sensazioni. la mia idea romantica non è una cena a lume di candela e parole melense e già sentite. ma amare con tutta la pelle, con tutto il corpo, con sguardi che spogliano, con carezze che danno la pelle d'oca e il petto che rimbomba dei propri battiti. marea parla di lenzuola che gocciolano, materassi condivisi, biancheria sporca, acqua e olio che si mischiano, città abitate da gitani, notti passate en tu agujero, fate gelide con il cuore di vimini, di baci di cannella, di amore magro e bagnato come una spina di pesce.. corazón de mimbre è la mia preferita di sempre però è los mismos clavos che mi provoca il pianto, come un riflesso condizionato.
*mi sto scoprendo sempre più intollerante. mi stanca parlare con persone che non mi interessano, mi stanca parlare per parlare, uscire per uscire. non sopporto la gente che viene qua e passa la giornata a lamentarsi del cibo, del caffè, della pizza, della sporcizia dei bar, che pretende di parlare italiano nei locali perché tanto ci si capisce e non si sforza per imparare almeno i saluti. se qualcuno insiste per domandarmi quanto tempo ancora ho intenzione di rimanere ormai rispondo "per sempre" anche se non è vero, anche se so che quando avrò succhiato ed esaurito e vissuto tutto il possibile e madrid mi starà stretta l'abbandonerò con la stessa fretta e ansia con cui scappai, letteralmente, scappai via da bologna. l'abbandonerò contenta e fuggirò altrove, nuova città, paese o forse continente, non ne ho idea.
penso e spero che manchi ancora del tempo. mancano pezzi di spagna da visitare, lavori diversi da provare, musiche e persone di cui innamorarmi, sbandate da prendere, errori da commettere e lacrime da versare. questo posto però è già pieno di impronte che ho lasciato ovunque, orme di due anni intensi, ricordi che conservo indimenticati nell'album labile e virtuale della mia mente. le radici forse non sono uniche e prederminate, le radici si fanno e disfanno, portatili, indefinibili, in crescita continua ma instabili e precarie come è tutto, ormai.
*mi faccio di ibuprofeno, febbricitante fingo di lavorare con la gola in fiamme e dolori ovunque. la pelle delle gambe è bianca bianca e arriva a essere trasparente sui piedi, vedo il reticolato delle vene, sembra tutto così fragile, potrebbe spezzarsi di colpo. tutto intorno le persone hanno raggiunto un grado più o meno folle di abbronzatura, per la prima volta nella mia vita, non ho nessuna fretta di bruciarmi. l'algarve mi sta aspettando, mancano solo dieci giorni.
bave di lumaca di IRI | 15:15 | commenti (25)
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giovedì, 05 luglio 2007
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like a rock, like a planet, like a fucking atom bomb, i'll remain unperturbed by the joy and the madness
* c'è stata la settimana dell'orgullo gay di cui madrid era la capitale europea quest'anno, capitale ed esempio di tolleranza e libertà. avvolta nella bandiera multicolore così simile a quella della pace, ha accolto due milioni di persone e sembrava non fosse altro che una festa spensierata di un carnevale estivo, a parte il folklore di tutti questi tizi muscolosi che passeggiavano placidi per la gran vía in stivaletti mutande e torso nudo. non mi sono sentita fuori posto perché nessuno lo è, non è forse così? ho visto orsi e cacciatori, ragazzini che facevano botellón a callao e chueca, il quartiere più vivace di madrid, scoppiare di vita e colori, di sole alle tre del pomeriggio con i bar già pieni e i chiringuitos per strada. ci sono molti modi per rivendicare diritti e uguaglianza, va bene anche una festa di cui la gigantesca sfilata finale del sabato è stata solo la manifestazione più visibile e rumorosa.
* madrid sta per diventare il forno estivo che conosco bene: non veniteci, il mare è troppo lontano, fa caldo, le strade puzzano, in metro o fai la sauna o ti geli, iri è nervosa e intrattabile, ha sempre voglia di litigare, o in alternativa dormire un numero infinito di ore e non uscire più dalla sua freschissima stanza arancione. si sente incompresa e desidera intensamente qualcosa, ma non capisce che cosa. para variar. dice che le si è abbassata la soglia della noia e che ha perduto l'interesse per cose persone luoghi che l'appassionavano fino a poco fa. per fortuna l'horario de verano le permette di uscire da questo tempio di vetro e aria condizionata quando ancora mancano sei ore al tramonto, che uno pensa, evvai, due mesi d'aria: altro che siesta, ne approfitto per scrivere leggere andare in biblioteca, no meglio in piscina (ma quale piscina. io non ho la cultura della piscina. mi annoia la piscina. io sono donna di mare), fare shopping (i saldi quando non hai un soldo), studiare (ehm), fare sport (ehm), vedere gente (è triste ammettere che mi pesa), organizzare viaggi (ma io sono capace solo di viverli, i viaggi).. en fin.
* madrid però offre almeno un concerto a settimana, del genere di quelli che o ci vai o ti ci trascinano. ero qui, sorridente come a solito, annoiata come al solito, pensavo: vorrei essere altrove, però non so proprio dove. en fin.
che ho bisogno urgente di una spiaggia, o anche solo di un inverno.
bave di lumaca di IRI | 16:36 | commenti (19)
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