Strategie dell'apnea

[prigione o capitale]

martedì, 07 agosto 2007

un reguero de luna será nuestra casa
de esta luna tan puta de pechos de plata
non voglio credere che sia già terminata, lo trovo ingiusto e contro natura, ed è che la striminzita settimana di ferie da milleurista si è bruciata così veloce che ora mi ritrovo di nuovo qui, nel panottico a nord di madrid, e sembra che non me ne sia mai allontanata. come se solo avessi sognato, sognato un balcone che dava diretto sul mare dove ho letto, fatto colazione, chiacchierato e giocato col tangram fino all'alba in una serie di giorni di uguale bellezza. sognato che il luogo più affollato della costa blanca, quella che si dice diventerà un'unica enorme megalopoli turistica per la terza età, tradizionale meta di famiglie nordiche con le signore dalle nude tette cadenti e i ragazzini biondo cenere con la pelle scottata dalla prima giornata di sole, che questo luogo che con disprezzo definivo "la rimini spagnola" si trasformasse in un'isola deserta solo per noi due, finalmente, dove trovare la pace per tanto tempo cercata e vivere senza telefoni né orologi, l'oasi edonista che dovrebbe sempre essere la vacanza, la collezione di momenti così sereni da essere perfetti, così semplici che vorrei rendere immortali. pensavo di svenire di piacere il primo giorno che, scalza e svestita sulla spiaggia quasi deserta del parco naturale di guardamar, mi avvicinavo alla riva con l'idea di bagnare solo un piede e dopo correre sulla sabbia e morire per qualche ora su un telo azzurro. invece appena toccata l'acqua mi ha risucchiato, non ho resistito e mi sono lasciata trascinare per un po' dalla corrente, senza sfidare le onde, avrei potuto essere alga, rifiuto o stella marina, spensierata e abbandonata al sapore del sale che mi asciugava dentro ogni veleno residuo. una voce ha interrotto questa improvvisata talassoterapia e sono rinvenuta alla realtà di colpo come dopo uno schiaffo inaspettato; ma la realtà era dolce come un bacio. come la notte in cui mi svegliavo all'improvviso per un incubo dei soliti - tutti i miei incubi si assomigliano: ci sono insetti volanti e topi e abbandoni - e il ronzio del mare e la brezza che muoveva le tende alla finestra mi tranquillizzavano. continuo a essere agitata come la corrente marina, però come una reliquia ho riposato ed era tutto quello che desideravo.



 
mailto: cabiria[AT]gmail.com
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