Strategie dell'apnea

[prigione o capitale]

lunedì, 03 settembre 2007

vedi mai una stella cadere e non ricordi cosa desiderare
que me voy a salento... allí salen to'!* 
le ultime vacanze dell'anno le brucio al sole della mia terra rugosa, erosa dal vento del deserto, le
giornate le passo in bikini coi capelli unti di olio di fiori polinesiani, attrazione per api, vespe e surfisti, sporca di sabbia e con l'indolenza estiva di noia invincibile e insopportabile: ho sempre bisogno di qualche giorno di decompressione, di assestamento per riabituarmi ai ritmi e ai rituali, per rinunciare alla libertà di movimento e accettare di non far nulla perché nulla c'è da fare. solo una volta superato il desiderio e l'urgenza di scappare alla città che non dorme mai posso cedere, cadere nel torpore stagnante, evitare di litigare con l'intera famiglia ogni cinque minuti, capire che non cambiano e non cambieranno come io voglio e che l'epoca in cui casa mia era tana di amici, allegro porto di mare, affollato ostello della gioventù va terminando; anche i miei invecchiano e vedere i loro visi stanchi mi dà rabbia perché non posso fermare il tempo. provo a rassegnarmi e chiudo gli occhi, mi getto sulla sabbia e mi addormento, nuoto nella mia piscina di cristallo, guardo il tramonto morire su una torre, mi commuovo assaggiando una mozzarella, mi nutro di pesche e torte pasticciotto, assaporo ogni minuto di sole. osservo la pelle dorarsi, e ignoro i segnali che mi manda il cuore. presagi di dolore e impotenza - lo anestetizzo e fingo che vada bene ogni cosa. fingo che la domanda: ne vale la pena? non esista.
fa tanto caldo che in campagna si vendemmia di notte. faccio in tempo a salutare i solitisospetti prima che riprenda la diaspora invernale - non siamo che un'altra generazione di emigranti. passeggio in punta di piedi con la dea, lusso e meraviglia, per le strade di lecce nella notte più limpida - vorrei che qualcuno mi amasse come io amo lei, legame che non si scioglie nella distanza. incontro per caso misterT: dopo anni, è solo un saluto veloce, per strada, ci sono mille persone intorno ma quei cinque minuti dialogano gli sguardi quanto una notte intera.
riprendo l'aereo inghiottendo lacrime inutili, trascino fino a casa la mia valigia sempre più vecchia e malandata, pesante di oggetti che neanche più so di avere. finisce l'estate così come era cominciata, niente in fondo è poi risolto ma ho deciso, che forse è il momento, che potrei anche smettere di sentirmi in colpa per riuscire a essere felice così spesso.
*(questa la capiamo in tre, ma è meravigliosa).



 
mailto: cabiria[AT]gmail.com
oggi
ottobre 2007
settembre 2007
agosto 2007
luglio 2007
giugno 2007
maggio 2007
ottobre 2006
settembre 2006
gennaio 2006
dicembre 2005
novembre 2005
ottobre 2005
settembre 2005
luglio 2005
giugno 2005
maggio 2005
aprile 2005
marzo 2005
febbraio 2005
gennaio 2005
dicembre 2004
novembre 2004
ottobre 2004
settembre 2004
agosto 2004
luglio 2004
maggio 2004
aprile 2004
marzo 2004
febbraio 2004
gennaio 2004
dicembre 2003
novembre 2003
ottobre 2003
settembre 2003
agosto 2003
luglio 2003
ADayIntheLife
Bandito*
BookCafé
Ciccsoft*
Daveblog
EnricoBrizzi*
FatinaTedesca*
Fiandri*
Fio*
Gen
Giuvertigo
GrilloParlante
Haramlik
Immigrazione
Inkiostro
Jackpatch*
Kay*
L'Attimo*
LaPROFEpuntoit
Luttazzi
Macchianera
MalditoArchitetto*
Malvestite
Manteblog
MiNoio
Moltheni*
Noantri
PersonaDepressa
PersonalitàConfusa
Perturbazione*
Pino Scaccia
Pugliamia
Pulsatilla
Rafeli
RobertoPellegrino
Sciroccata
Stronzi
TaxiEnMadrid
Tossine*
Troppi Sogni
ViolettaBellocchio
VisioniDistorte*
Webgol*
ZeroVirgolaUno
ZOP*
*loading* gli sguardi che mi hanno sfiorato
Registered! online
BlogItalia.it - La directory italiana dei blog