duerme conmigo si eres piedra da igual yo seré pedregoso camino
e ricorda che nessun incontro avviene per caso. tu rompi tutto quello che ti capita tra le mani. il cielo qui a madrid sembra più vicino alla terra. peccato non si vedano le stelle. cariño mi porti a vedere le stelle? iri che sono quei lividi che hai su tutto il braccio? quando sei innamorato e triste ti senti dentro a una scatola di scarpe. al buio, senza uscita. ma come fa a piacerti marea? ese rock reivindicativo..
*mi piace marea e il loro concerto, nella plaza de toros di alcalá de henares, è stato il più bello degli ultimi mesi. ho stretto per due ore la sua mano, la durezza e la poesia dei testi mi sciolgono, è lo stesso che mi succede se ascolto extremoduro, colgo amore anche quando le parole son sporche e cattive, quando sembrano insulti, quando le metafore risultano del tutto incomprensibili, io le interpreto come preferisco e percepisco affinità di sensazioni. la mia idea romantica non è una cena a lume di candela e parole melense e già sentite. ma amare con tutta la pelle, con tutto il corpo, con sguardi che spogliano, con carezze che danno la pelle d'oca e il petto che rimbomba dei propri battiti. marea parla di lenzuola che gocciolano, materassi condivisi, biancheria sporca, acqua e olio che si mischiano, città abitate da gitani, notti passate en tu agujero, fate gelide con il cuore di vimini, di baci di cannella, di amore magro e bagnato come una spina di pesce.. corazón de mimbre è la mia preferita di sempre però è los mismos clavos che mi provoca il pianto, come un riflesso condizionato.
*mi sto scoprendo sempre più intollerante. mi stanca parlare con persone che non mi interessano, mi stanca parlare per parlare, uscire per uscire. non sopporto la gente che viene qua e passa la giornata a lamentarsi del cibo, del caffè, della pizza, della sporcizia dei bar, che pretende di parlare italiano nei locali perché tanto ci si capisce e non si sforza per imparare almeno i saluti. se qualcuno insiste per domandarmi quanto tempo ancora ho intenzione di rimanere ormai rispondo "per sempre" anche se non è vero, anche se so che quando avrò succhiato ed esaurito e vissuto tutto il possibile e madrid mi starà stretta l'abbandonerò con la stessa fretta e ansia con cui scappai, letteralmente, scappai via da bologna. l'abbandonerò contenta e fuggirò altrove, nuova città, paese o forse continente, non ne ho idea.
penso e spero che manchi ancora del tempo. mancano pezzi di spagna da visitare, lavori diversi da provare, musiche e persone di cui innamorarmi, sbandate da prendere, errori da commettere e lacrime da versare. questo posto però è già pieno di impronte che ho lasciato ovunque, orme di due anni intensi, ricordi che conservo indimenticati nell'album labile e virtuale della mia mente. le radici forse non sono uniche e prederminate, le radici si fanno e disfanno, portatili, indefinibili, in crescita continua ma instabili e precarie come è tutto, ormai.
*mi faccio di ibuprofeno, febbricitante fingo di lavorare con la gola in fiamme e dolori ovunque. la pelle delle gambe è bianca bianca e arriva a essere trasparente sui piedi, vedo il reticolato delle vene, sembra tutto così fragile, potrebbe spezzarsi di colpo. tutto intorno le persone hanno raggiunto un grado più o meno folle di abbronzatura, per la prima volta nella mia vita, non ho nessuna fretta di bruciarmi. l'algarve mi sta aspettando, mancano solo dieci giorni.