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Istuardemoneté chapter n. 3 e chiudo. forse.
di agosto, invece, non ricordo un quiz. cioè, qualcosa sì: se mi sforzo risento la mia voce che annuncia candida "questo dev'essere l'anno migliore della mia vita quindi questa sarà l'estate più bella". tornano immagini di litigi alle quattro del mattino, a tutte le ore effettivamente. soprattutto la rabbia e la stanchezza, la ricerca snervante di riposo e lo sfinimento di non trovarne. ritorna anche altro, però. gli sguardi ebeti del surfista e i suoi inviti a fare il bagno nudi, la notte di san lorenzo, "e poi chissà...". le serate sceme con i soliti ignoti, ritrovati, con sollievo identici a sempre, quasi una certezza, le migliaia di foto con la macchina del frammento. un'altra festa. le notti della taranta. il sosia dello stronzo. la settimana col delfino: mari, risvegli, discussioni, l'ansia di trovarsi soli e il non riuscirci mai. la parola amore esiste. la pioggia e il mal tempo che ci ha perseguitati. i tredici libri letti in spiaggia "è l'unico piacere che mi è rimasto. sigh". i superlativi in -errimo, gli amici in -us, sostituire "minchia" con "mela" perché fa più fine, raccontare storie sui propri piedi. i tamburelli in spiaggia, la filologia della pizzica. l'estetica del perizoma come mezzo democratico di autoaffermazione. la dea. le lezioni di spagnolo al primo allievo. la scoperta dell'autoscatto come stimolo all'immaginazione. e...
.. e troppa fatica continuare a cercare, non perché sono quasi le sei, e non ho ancora sonno, e fra tre ore devo uscire, e poi arriva il fine settimana più atteso di sempre, e tra l'altro ho ancora un po' di febbre ma la ignoro perché sono furba. è che è il 30 settembre e l'estate in un certo senso continua.
(te piensi tie).
bave di lumaca di IRI | 06:08 | commenti (33)
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